Claudia Montepaone LABORATORIO OI RICERCA release_g7uiryagt5afth5czgwdfjssju

by Claudia Premessa

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Abstract

Il laboratorio "Antigone", seminario di ricerca interdisciplinare nato dalla didattica di Storia greca nell"ambito del Dottorato in Studi di Genere, fin dal suo inizio ha avuto l"obiettivo di misurarsi con testi e problemi di ambito cronologico diverso che, nella prospettiva di genere, consentissero confronti e analogie tra antico e moderno. Pienamente adeguati a questi criteri, i contributi di Anna Gargiulo (psicologa) e Francesco Muollo (storico). Non è in questione quanto tali testi, accostati nello spazio della sezione Laboratorio Interdisciplinare, siano tematicamente coerenti con l"attuale numero, La camera blu, n.8, DONNE ASSOGGETTATE: CORPI VELATI E MERCIFICATI, della rivista del Dottorato di Studi di genere. Si misurano entrambi, infatti, con contesti sì diversi, ma in cui l"attenzione alla "fisicità" è parimenti dominante: sia in Il tutto pieno di nulla: il corpo anoressico (A. Gargiulo), che in La pratica dei corpi femminili perfetti: uno sguardo nella polis di Sparta (F. Muollo), la costante, infatti, è un certo ideale di "corpo femminile perfetto". Anche se-necessariamente e consapevolmente con orientamenti e prospettive disciplinari distinte-si differenzia il fuoco della ricerca. Quindi, approccio storico-antico nel testo di F. Muollo: la pratica del corpo (agonistica e non) nella comunità spartana dalla fase arcaica all"età ellenistica (VI-II sec. a.C.); prospettiva clinico-psicologica odierna, l"altro, il testo di A. Gargiulo, in cui ci si misura con patologie individuali, quali i delirî di onnipotenza delle fanciulle anoressiche, fondati su aspetti di negazione anche di bisogni del corpo. Pur senza aver la pretesa di essere prodotto di un lavoro in tutte le fasi pienamente condiviso, sono stati oggetto di confronto, sì, anche all"interno della didattica del Laboratorio "Antigone"-per antonomasia segnato dalla cifra passato/presente. Più interrogativi, verrebbe da porsi, soprattutto di carattere metodologico: vi è realmente un dialogo tra i due contributi, o almeno se ne preparano le premesse? O, invece si tratta solo di un puro accostamento di attestazioni, prodotto di sistemi socialmente, economicamente e culturalmente distanti: il mondo antico, secondo l"ideale di una determinata comunità (Sparta del VI-II a.C.) e la moderna società occidentale che ha espresso l"anoressia femminile anche come ideale patologico? E ancora, il modello antico (il sistema spartano) quanto e a quali condizioni, aiuta a comprendere una, in qualche modo affine, realtà contemporanea (ad esempio l"eugenetica nazista dei sistemi totalitari, tematica affrontata secondo una prospettiva non distante da Lucia Valenzi, Il "corpo imperfetto come minaccia dell'identità nazionale: il programma "Eutanasia", La camera blu, 2007 n.2, dal tema CORPI E LINGUAGGI)? E viceversa, la comprensione di psicopatologie moderne quanto si avvantaggia dal confronto con modelli mitici del sistema antico? Nell"ipotesi assunta dal testo presente,
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